Conclave

14 Marzo 202581/1008 min
Uscita
2024
Regista
Edward Berger
Paese
UK, USA
Durata
120 min
Voto complessivo
I nostri voti
Regia
Recitazione
Sceneggiatura
Fotografia
Colonna sonora
Semantica
In breve
Robert Harris e Edward Berger compiono la rischiosa impresa di raccontare i retroscena del Conclave varcando la soglia della grande porta sigillata. Se anche voi vi aspettavate droghe e festini selvaggi purtroppo vi devo deludere, ma se cercavate un gran film avete fatto centro

Quando vedi che Papa Francesco si è trasferito all’ospedale Gemelli di Roma per fare la promo a Conclave in previsione della notte degli Oscar non puoi esimerti dall’andare immediatamente a vedere questo film.

La sinossi potrebbe sembrare tanto banale quanto premonitrice: un Papa non meglio definito dei giorni nostri muore e il Conclave, capitanato dal Decano più famoso del mondo babbano, deve eleggere il suo successore. Una trama che, a leggerla su TV Sorrisi e canzoni, sembra più noiosa di una messa in latino dopo il divieto di bruciare le streghe; l’idea di vedere 120 minuti di vecchi cardinali che parlano in una stanza sigillata non è delle più esaltanti.

Ma il Santo Padre ha chiamato le sue pecore al cinema e noi, con assoluta deferenza, abbiamo risposto.

La verità è che la trama non racconta nulla di questo film, che nasconde un’anima straordinaria e sorprendente dal primo all’ultimo minuto e l’unico modo di scoprirla è superare le sigillate porte, accedere alla sala grande e vedere con i propri occhi cosa succede in quei giorni che precedono la più importante decisione del mondo cristiano-cattolico.

Nonostante la rinomata testata cinematografica “L’Avvenire” abbia aspramente criticato la veridicità di quanto raccontato da Robert Harris e trasferito su pellicola da Edward Berger, questa sembra proprio essere il punto di forza di tutta l’opera. D’altronde sembra tutto coerente nei minimi dettagli, a partire dalla scelta di un cast eccezionale che potrebbe tranquillamente mimetizzarsi in un vero Conclave: il mago oscuro più cattivo che abbia mai messo piede ad Hogwarts, un omosessuale ex dipendente di Miranda, l’Amministratore Delegato di Fox famoso per il suo rispetto per le donne e Sergio Castellitto, che se non è un peccato mortale aver dato alla luce Pietro ditemi voi cosa lo è.

L’unico vero assente, tanto nel cast quanto nel Conclave raccontato da Harris, è Dio. La santissima riunione che ci viene mostrata infatti non ha alcuna connotazione divina o spirituale, come ci si potrebbe aspettare, ma sembra rassomigliare molto di più ad una votazione per la fiducia nello splendido Parlamento italiano. 

I cardinali si dividono in fazioni, quasi dei veri e propri partiti, ognuno con una radicata visione della Chiesa e dei suoi obiettivi e con un rappresentante di lista che insieme ai suoi seguaci va alla caccia di voti senza esimersi, in alcuni casi, da atti meschini e molto poco cristiani. La visione che ci viene fornita è quella di una Chiesa decisamente meno unita di quanto voglia apparire, dove le più alte cariche non lesinano su commenti dispregiativi riferiti ad altri prelati o ex defunti Papi e dove coesistono pensieri diametralmente opposti. C’è il progressista ma moderato Stanley Tucci, aperto ai matrimoni gay e al dialogo con le altre religioni, ma c’è pure il leggermente fascista Sergio Castellitto che auspica un Papa italiano perchè la Chiesa è Sacra e Romana e facciamo a pizze con tutti quelli con i turbanti, voglio vedere se lo facevamo noi a casa loro a fare gli attentati (manca solo il braccio teso a Predappio).

Mi ripeto: ma che lavoro hanno fatto quelli del casting? CAPOLAVORO.

In mezzo a questo marasma il povero decano Lawrence si barcamena nel cercare di restare fedele ai suoi principi, svolgere un compito che non voleva, ascoltare i problemi di tutti e risolvere ogni pratica esistente, tutto questo con il notevole merito, nonostante sembrasse sempre in procinto di farlo, di non cacciare neanche un bestemmione.

Se tutto questo non vi ha ancora convinto a vederlo è forse necessario specificare che Conclave è un thriller eccezionale, pieno di colpi di scena e mistero, in grado di portare alla luce le più disparate sfumature di ogni personaggio. 

La regia e la fotografia sono una perla e riescono a trasmettere con forza sia il senso di claustrofobia della sala sigillata, con l’utilizzo di toni scuri e privi di luce artificiale, sia il dualismo e la contraddittorietà tra la spiritualità, relegata nel privato di alcuni dei cardinali, e la fin troppo terrena realtà di ciò che vediamo; l’emblema di quanto detto forse è l’ironica incoerenza di un voto consegnato con la promessa in latino di aver deciso secondo la volontà di Dio e i risultati che cambiano ad ogni scrutinio.

Tra le interpretazioni, tutte magistrali, degli attori spicca sicuramente quella di Ralph Fiennes che dona un’eccezionale profondità al suo personaggio ed è capace di generare nello spettatore una simpatia, nel senso latino, dirompente.

Se arrivati a questo punto ancora non siete corsi a cercare dove poter vedere Conclave, utilizzando l’apposito pulsante in cima all’articolo, ditemi voi cosa altro devo fare. Devo trasferirmi al Gemelli anche io?

Autore

Quentin Malandrino

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