
- Uscita
- 2024
- Regista
- Clint Eastwood
- Paese
- USA
- Durata
- 113'
Voto complessivo
I nostri voti
In breve
Georgia (US). Una ragazza viene trovata uccisa in un ruscello e il principale, nonché unico, sospettato è il fidanzato dal passato turbolento con il quale aveva passato la serata. Sta per partire il processo. Si sta formando la giuria. Che altro dirvi…Signore e signori, ecco a voi un nuovo episodio della serie “Processi fantastici e dove trovarli” (ma in USA, è ovvio).
Il protagonista è Justin, faccia pulita, mogliettina caruccia che sta portando a compimento una gravidanza a rischio; tanto basta già per avere qualche sospetto sul suo passato, ma non preoccupatevi degli spoiler, vi instillano il dubbio sin dal trailer. Nella vita di Justin, già bella frenetica, piomba l’incarico che prima o poi tocca a un cittadino statunitense: essere sorteggiato come giurato numero 2 della giuria popolare in un processo penale. Proprio il processo nel quale si dovrà decidere la sorte dello scavezzacollo fidanzato della ragazza di cui sopra.
Ora, si sa che ricevere questo incarico è come ricevere la partecipazione di un matrimonio che si svolgerà a 800 km da casa tua in pieno agosto, ma Justin è bravo, ve l’ho detto, prende sul serio l’impegno e si fa avanti. Gli fa compagnia una squadra di giurati campioni di obiettività e garantismo: c’è la signora “finiamola-ho-una-famiglia-a-cui-badare”, il signor “cazzo-me-ne-frega-a-me”, il signor “ma-avete-visto-il-suo-sguardo”, la signora “facciamolo-marcire-in-galera” e altra bella gente simile.
Ma Justin sente la responsabilità di questo caso…Già, la sente perché il primo giorno di udienza si rende conto che la sera in cui è stata uccisa la ragazza lui ha centrato un cervo con la macchina. Non è un buon inizio…
Non ti preoccupare Justin, sei solo una pedina dell’ultima raffinata opera di nonno Clint Eastwood, che tra una scatarrata e una pistolettata dimostra a 94 anni di essere ancora un modello di riferimento per raccontare storie di cinema reali che si prestino a un minimo di critica sociale.
Nel mirino del regista finisce questa volta il rapporto tra verità e giustizia, tra morali diverse e legittimi interessi personali. Può esserci giustizia senza verità e viceversa? Cos’hanno in comune un imputato, un procuratore in carriera e un giurato killer di cervi? Nella carbonara ci va il guanciale o la pancetta?
Tanti ingredienti che dovrebbero trovare un proprio equilibrio proprio nel sistema giudiziario, pena la creazione di pericolosi cortocircuiti. Cortocircuiti che invece si palesano e che viviamo proprio attraverso gli azzurrissimi occhi di Justin, colpito da una luce cristallina che fa da contraltare alle ombre del tribunale e al buio del suo passato.
Ci sono sentimento, giallo e tensione, grazie anche alla presenza di pezzi da novanta di Hollywood come Toni Collette e J.K. Simmons, e c’è persino spazio per un finale (pensate un po’) coerente con gli interrogativi filosofici di cui è intriso il film.
Guardate questo film e domandatevi a ogni scena “e tu cosa faresti ora al suo posto?”. È la forza di nonno Clint. Guardate questo film e chiedetevi: “a 94 anni io che cazzo farò?!?”.
