
- Uscita
- 2022
- Regia
- Baz Luhrmann
- Paese
- USA / Australia
- Durata
- 159 min
Voto complessivo
I nostri voti
In breve
Baz Luhrmann mette in scena la sua personale visione di Elvis Presley aka Captain Marvel aka il Little Tony di Memphis. Come il classico novizio del fantacalcio, spende tutti i crediti per i primi due bomber all’asta ma ehi, sono i due protagonisti della storia e recitano da dio, quindi sti cazzi se prendiamo 102 gol a stagione.
Talento, ritmo e musica: c’è un po’ di film in questo Elvis
Il primo bomber è Austin Butler, ex bimbominkia star di Disney Channel. Nonostante avesse di fronte a sé mostri sacri di bravura e di successo come le gemelle Olsen e Miley Cyrus, sceglie una via perigliosa per scalare il successo, priva di incriminazioni, di sostanze stupefacenti e di forme di sessualità ancora da scoprire. Praticamente un outsider. Il percorso monacale però ha pagato, perché alla prima prova da protagonista non sbaglia nulla e dà vita a un Elvis così convincente e coinvolgente che Amazon mi dice che forse avrei bisogno di stivali texani per il mio guardaroba.
Il secondo bomber, Tom Hanks, non ha certo bisogno di presentazioni, è l’uomo di tutte le stagioni, il Dario Hubner di Hollywood, quello che “dove lo metti sta” e che alla fine ti fa salvare pure con 5 giornate di anticipo. Nella circostanza, è abilissimo nel dare forma all’ambiguità dell’agente di Elvis e a raccontare con i suoi occhi la vita dello showman (scelta che il sottoscritto ha apprezzato moltissimo).
Fatti salire questi due mostri a bordo, il buon vecchio Baz ci va di pilota automatico sfornando un racconto che alla fine risulta un po’ piatto, che dipende tremendamente dalla loro presenza sulla scena e che segue lo schema canzone-litigata-canzone, preso in prestito dalla conduzione di Sanremo di Baglioni.
