A Complete Unknown

20 Marzo 202578/1006 min
Uscita
2024
Regia
James Mangold
Paese
USA
Durata
140 minuti
Voto complessivo
I nostri voti
Regia
Recitazione
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna Sonora
Semantica
In breve
il film non racconta solo la storia di un uomo, ma quella di un genere intero negli anni della sua massima fioritura. Se non provate almeno un po' di nostalgia per quest'epoca pur non avendola mai vissuta non siete umani.

L’ironia del titolo per descrivere il protagonista del film centra in pieno il bersaglio fin da quando quel bel fusto di Chalamet canta la prima canzone davanti al suo idolo ospedalizzato Woodie Guthrie: Pete Seeger (interpretato da Edward Norton) lo capisce immediatamente che Dylan diventerà qualcuno, e così è. Se volete conoscere la trama e la parabola di un artista che non credo avrà mai una fase discendente, leggete pure “Dylan Goes Electric!” Su cui il film si basa. In questa sede, ci terrei piuttosto a rimarcare aspetti e scelte narrative con quel mix tra serietà e ironia che contraddistingue questo blog.

1) L’artista maledetto. Da una parte è vero, se non si addice a lui, questo titolo, nel ‘900 si può attribuire davvero a pochi musicisti, però a Chalamet il primo giorno di riprese sembrano aver detto “recita come se ti dispiacesse aver incassato x milioni di dollari per questo film e fossi imbarazzato per questo”. E lui è bravissimo a farlo, perfino l’accento è perfetto nella sua pressoché totale incomprensibilità. Ci restituisce un personaggio schivo e costantemente dubbioso su qualsiasi cosa del mondo, tranne la propria musica, sulla quale invece la chiarezza era totale.

2) Tutto si poteva improvvisare.

Magnifici gli anni ’60, quando potevi andare a prendere la tua ragazza in una tranquilla mattina di un giorno lavorativo qualunque e dirle “Hey, sto andando a Newport, vieni” e lei scendeva; quando ti presentavi in studio di registrazione come chitarrista ma era libera solo una tastiera e allora ti sedevi e inventavi un riff che sarebbe entrato nella storia (spoiler: Al Kooper è a tutti gli effetti un tastierista, non un chitarrista). Scherzi a parte, questo aspetto appare un po’ esagerato, ma in quegli anni in fondo cosa non lo era?

3) Le case discografiche.

Qui risiede forse il più grande merito semantico del film: la lotta di Bob Dylan, artista libero, contro “quelli che decidono cos’è il folk”.

Questo particolare aspetto è quello che ha più senso nel 2025, con lo sguardo che la distanza storica permette, perché aiuta a capire quanto insensati siano alcuni attaccamenti alla tradizione, che non ne sanno cogliere il mutamento, contro le persone che lo mettono in atto senza scordarsela, la tradizione, semplicemente mettendola in secondo piano rispetto alla volontà di fare arte.

E se ve lo dice uno che non stravede per Dylan, ci potete credere un po’ di più.

Al dilà di queste caratteristiche, il mosaico di personalità che hanno contribuito a creare l’universo folk e la sua fetta di mercato musicale americano è portato magistralmente sul grande schermo, da Joan Baez a Bob Neuwirth a Johnny Cash. Per chi ha visto Cadillac Records (2008), il film si pone sullo stesso piano: più che raccontare una storia, il suo scopo è fornire uno spaccato di un’epoca, e riesce perfettamente nello scopo. I contro sono che non c’è una vera e propria trama, pur essendo il film scorrevole, e neppure i dialoghi spiccano per brillantezza, ad eccezione di quasi ogni parola che esce dalla bocca di Edward Norton, nostro profeta, e di qualche sagace battuta affidata al protagonista.

La prospettiva panoramica, insomma, impedisce al regista di approfondire troppo personaggi, storie e situazioni, ma al contempo il climax che è ricercato verso un evento in particolare della vita di Dylan (il festival Folk di Newport del 1965) rende il film, a parere di chi vi scrive, più interessante di una semplice biografia.

Film ideale per fricchettoni nell’anima, sessantottini comunisti col Rolex.

P.s: come se Chalamet non fosse già abbastanza sexy, ci dimostra pure di saper cantare e strimpellare. Non mi sembra giusto, dai.

Autore

Martin Scherzoso

Martin Scherzoso

Articoli suggeriti

No Other Land

No Other Land

23 Marzo 2025
Conclave

Conclave

14 Marzo 2025
Emilia Pérez

Emilia Pérez

13 Marzo 2025

Privacy Policy Cookie Policy

Tutto il contenuto è soggetto a copyright da 70mm.it © 2024

Autore