
- Uscita
- 2021
- Regista
- Destin Daniel Cretton
- Paese
- USA
- Durata
- 132'
Voto complessivo
I nostri voti
In breve
Shang-Chi non è il titolo del film, è la domanda: Shang-Chi?!? Dai, non fate i nerd presuntuosi, non è sufficiente aver visto un orientale in una pagina di fumetto next gen per non avervi fatto balenare in testa il quesito.
Ma si sa, la Disney non fa sconti sull’inclusione e se un Thor cinese sarebbe stato troppo (ma ehi, alcolista a quanto pare va bene) ecco a voi un Americ-Asian che, udite udite, non frequenta il MIT, non ha di suo super poteri mistici derivanti da una qualche forma di shinto-animismo e non suona il pianoforte! Incredibile.
La Marvel punta forte a riaprire la guerra fredda e, dopo aver fatto incazzare nello stesso anno la Russia con quella inutile perdita di tempo di Black Widow (qui la nostra recensione), ecco che ora vuole rompere il cazzo anche alla Cina. Missione fallita (almeno da un punto di vista cinematografico).
Come sempre, una recensione di un cinecomic non può prescindere dal contesto, leggasi MCU. Da questo punto di vista, il film parte bene.
Le vicende di Shang-chipster riescono infatti a emendare quella porcata di Iron Man 3 e del Mandarino finto, che invece esiste, eccome se esiste. Inoltre, si percepisce quell’aura di freschezza che la Marvel aveva perso nel presentare nuovi e vecchi personaggi (#Shang-ria).
Shang-Chi lo avrebbe mai detto?!?
Ehi ragazzi, stiamo calmi, ci muoviamo molto sui canoni tradizionali da cinecomic della Casa delle idee, ma questo non risulta mai veramente un vero difetto di originalità. Shang-chi è un piccolo romanzo di formazione personale, di riappacificazione familiare a suon di mazzate e di magia. E ovviamente di organizzazioni terroristiche: abbiamo capito che nel MCU l’Hydra è l’unica organizzazione segreta ad avere avuto le palle di mostrarsi, mentre le altre 12.745 attive continuano a farsi i cazzi loro.
I veri punti di forza del film risiedono però nei sacri crismi da cinecomic che non si vedevano da tempo. Poteri magici e arti marziali riescono finalmente a combinarsi in modo decente, forse perché gli attori sono stati costretti a guardare la serie Netflix di Iron Fist dopo ogni errore di scena (#Shang-Chittesencula).
Scene di lotta corpo a corpo da cardiopalma (che reggono il confronto con Captain America: The Winter Soldier, personale benchmark del MCU) e una battaglia finale epica da non poter chiedere di più.
Molto riuscita è anche l’amalgama tra gli attori selezionati, che sono senza dubbio quelli bravi scartati dal live-action di Mulan. Questo lascia ben sperare anche per il futuro del personaggio che sembrerebbe essere ben inserito negli sviluppi futuri del MCU (Shang-Chi lo sa?!?)
Se la Marvel deciderà di giocarsela così con i Cinecomic post-Endgame, raschiando il fondo del barile con eroi diversamente famosi a cui dedicare prima film in solitaria di qualità, e da inserire poi nel calderone multiversale, a noi nerd senza frontiere stanno bene l’inclusività etnica (o il neocolonialismo dei mercati mondiali, chiamiamolo col suo nome) e le novità, purché i progetti più ampi dietro ai film o gli standard Disney non oscurino il contenuto delle pellicole.
Fossero tutti come questo film, la nostra risposta sarà: Shang-Chi vediamo al prossimo film!